Ponte di Capodanno, un bilancio che lascia a bocca aperta
Cronaca del successo
Numeri da alta stagione e permanenze lunghe, alberghi, locali e ristoranti pieni, successo di tutte le manifestazioni. Vince la “formula collaborazione” tra pubblico e privato che ottimizza le risorse economiche e ha potuto contare anche sul trascinamento della promozione del Comune e della Regione. Boom del Ducale (22.500 visitatori dal 26 dicembre a stasera), code all’Acquario come nel mese di maggio.
Ristoranti chiusi il 1º gennaio sorpresi dall’affluenza di turisti e alle prese con i contratti del personale, ma ora le categorie pensano a rilanciare il sistema delle turnazioni che ha funzionato nei ponti di primavera e chiedono flessibilità ai lavoratori. Ieri sera molti (anche quelli aperti il 1º gennaio hanno chiuso perché avevano finito le scorte).
Gli intoppi: musei aperti mezza giornata a Capodanno, ma dal sito risultavano chiusi. Concerto dei violoncellisti con pessimo audio, il Comune pensa di chiedere i danni. Promosso il concerto di Cristina D’Avena organizzato con la quota della tassa di soggiorno in gestione agli alberatori che ora chiedono all’assessore di prorogare l’accordo per altri cinque anni. Carla Sibilla: <Proporremo di adeguare la tassa a quella di altre città, aumentandola un po’>.

(Dopo la neve nell’entroterra di sabato sera, turisti mangiano all’aperto, in piazza Raibetta. Qualcuno si è persino tolto la giacca)
di Monica Di Carlo
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Un risultato straordinario, inaspettato nella misura in cui si è concretizzato. I soggetti pubblici e privati che hanno a che fare col turismo ce l’hanno messa tutta per lanciare Genova come destinazione turistica fuori stagione ma, probabilmente, nemmeno loro speravano in un successo così grande. Il Comune ha avviato una campagna martellante sui social, la Regione è partita con una promozione dedicata prioprio alla Liguria d’inverno voluta dal presidente Giovanni Toti e insieme alla Camera di Commercio hanno finanziato, agevolato, organizzato una miriade di eventi intelligenti anche se non “milionari”, perché ormai i fondi pubblici sono ridotti al lumicino per ogni cosa. Palazzo Ducale ha messo in campo una grande mostra e molte altre esposizioni interessanti e, soprattutto un orario molto esteso, aprendo ogni giorno dal 26 dicembre e anche la notte di San Silvestro, totalizzando ben 22.633 visitatori in una manciata di giorni. Lo spettacolo di suoni e luci sulla facciata, organizzato con la collaborazione della Cciaa, fa alzare il naso a genovesi e turisti e ogni sera un nutrito capannello di persone si ferma a guardarlo. Anche i privati ci hanno messo del loro, in particolare i Civ che hanno organizzato ogni genere di evento e hanno speso olte 200 mila euro per le luminarie. Il contributo degli albergatori è stato il concerto di Cristina D’Avena a cui hanno destinato la parte della tassa di soggiorno che il Comune ha deciso di mettere a loro disposizione. Prima della serata, sui social l’ironia si sprecava, masabato sera sera piazza Matteotti era piena all’inverosimile, anche di turisti, che poi si sono riversati per le vie del centro e del centro storico, nei locali.
Certo, qualcosa non ha funzionato esattamente come un orologio svizzero, ma la squadra (ogni ente o associazione per la parte di propria competenza), invece di negare come accedeva una volta, tentando di mascherare gli intoppi, dice che farà tesoro dell’esperienza e corre già a mettere le condizioni perché anche queste “sbavature” siano cancellate dalle occasioni turistiche future. Questo è un gran mutamento di modalità che fa sperare davvero che lo slancio impresso al turismo genovese in questo periodo si stabilizzi e cresca.
ALBERGATORI ENTUSIASTI
Tutti felici gli addetti ai lavori. Molto soddisfatta Mafalda Papa, presidente dell’Associazione albergatori. È lei a spiegare che la permanenza media dei visitatori è salita da una notte, una notte e mezza al massimo, a due notti e mezza, ma c’è anche ci si è fermato di più. <Il concerto di Cristina D’Avena – aggiunge Papa – è stato allestito, insieme ad azioni di promozione specifiche, grazie a quella quota dai fondi della tassa di soggiorno che abbiamo concordato col Comune siano investiti su indicazione degli hotel. Alla città e ai contribuenti non è costato nulla>. È proprio la presidente dell’associazione a chiedere all’assessore Sibilla di rinnovare per altri cinque anni l’accordo sulla tassa di soggiorno.
Anche la portavoce degli albergatori di Confindustria, Laura Gazzolo, è entusiasta: <Abbiamo lavorato bene non solo la notte di Capodanno>, spiega, rilanciando anche lei l’importanza di rinnovare l’accordo sulla tassa di soggiorno. Per Gazzolo, il motore di tutto è stata la concertazione, il lavoro di squadra tra enti pubblici e soggetti privati. Una “novità” che ha fatto la differenza.
<Palazzo Ducale ha dato agli alberghi 600 biglietti gratuiti – aggiunge la portavoce dell’associazione -. Li abbiamo divisi tra le tre associazioni e regalati alle ospiti. L’iniziativa ha avuto un grande successo, anche se molti avevano prenotato prima di arrivare via internet.
Marco Senatore, presidente degli albergatori di Confesercenti, parla di <Bilancio ottimo> e sottolinea poi alcune cose che sono da migliorare. I musei chiusi il 1º gennaio, ad esempio. In realtà, quelli comunali erano aperti mezza giornata, ma sul sito ufficiale VisitGenoa risultavano sbarrati per tutto il giorno. <C’è poi anche il problema delle chiese, troppo spesso chiuse – aggiunge -. Bisogna trovare il modo di aprirle, perché non si possono vedere portoni che sbarrano l’accesso a capolavori di Rubens come nel caso della chiesa dei Gesuiti a Matteotti>.
RISTORATORI E TITOLARI DI PUBBLICI ESERCIZI
Com’è andata? <Benissimo, irisultati hanno superato ogni più rosea previsione>, assicura Biagio Peres, presidente dei ristoratori Fiepet Confesercenti, che ha aperto il proprio locale anche il 1º gennaio. E sulla questione della “quasi serata” dei ristoranti il giorno di Capodanno, Peres aggiunge: <La sera prima erano tutti molto pieni e qualcuno ha lavorato fino alle 4 o le 5 del mattino. Il problema, per chi ha personale differente, sono i turni e il costo del lavoro, soprattutto nei giorni festivi. Con Fepag Ascom stiamo lavorando per costruire una proposta che ci consenta di superare problemi come quello che si è verificato qualche giorno fa>.
Alessandro Cavo, presidente di Fepag Ascom, conferma il risultato molto positivo ottenuto facendo squadra, ssottolinea la buona riuscita di tutti gli eventi e aggiunge che in condizioni come questa è importante che le imprese sappiano cogliere le opportunità, cosa piuttosto difficile per le aziende familiari, che non hanno personale a disposizione. È questo il momento di fare il passo, da famiglia che lavora (e non ce la fa a sostenere da sola il carico orario necessario a “maratone” come quella del ponte di Capodanno) a impresa che può contare su lavoratori di fiducia e ben formati. Per gli imprenditori è fondamentale la flessibilità del lavoro per poter migliorare ulteriormente l’accoglienza e, quindi, l’immagine della città.
LE ISTITUZIONI
Anche Paolo Odone, presidente della Camera di Commercio è soddisfatto: <Positivo l’aumento dei turisti stranieri, ma soprattutto di quelli italiani – dice -, positivo anche l’aumento della permanenza media dei visitatori. Ci ha aiutato il calendario che ha reso possibile un lungo ponte. Ci hanno aiutato, salvo qualche piccola parentesi, le condizioni meteo. I problemi di sicurezza nei paesi del sud del Mediterraneo consigliano la prudenza e difficilmente la gente si è spinta fuori dall’Europa: il turismo a Genova ha beneficiati anche di questo. Per quanto riguarda la carenza di ristoranti aperti e a disposizione dei turisti il 1º gennaio, ma anche la chiusura dei musei, escluso che si tratti dell’effetto “torta di riso”. Semplicemente, questo periodo non è tradizionalmente uno dei più “forti” dell’anno, anzi. Le cose sono cambiate e bisogna varare il “turismo 2.0”. Il nostro modello funziona: lo stare bene, le temperature gradevoli, la cultura, le bellezze della città. La collaborazione tra pubblico e privato è decollata e un grande ruolo lo ha avuto anche la promozione della Regione. Ora che sappiamo che la destinazione-Genova funziona anche d’inverno, si tratta di adeguare il servizio anche in questo periodo, come abbiamo fatto nei ponti di primavera>. Si può, dunque, pensare per il prossimo anno a un’edizione invernale dell’iniziativa della Camera di Commercio che a primavera e in estate ha “mappato” e reso pubblici i ristoranti e i pubblici esercizi aperti nei giorni festivi.
Carla Sibilla, assessore al Turismo, riceve complimenti da tutti e certo ne è soddisfatta, così come del buon andamento del ponte di Capodanno che ha portato, come si è detto, risultati superiori alle aspettative. Anche per lei la collaborazione è stata fondamentale. il coordinamento esiste da tempo, ma per la prima volta ha funzionato in maniera quasi perfetta. <Adesso, alla luce ei risultati più che positivi, si lavora per l’anno prossimo – dice – tenendo ben presenti le cose che hanno funzionato di meno in modo che i problemi non si ripetano>. È il caso dei problemi di audio al concerto dei viloncelli in piazza Matteotti nella notte di San Silvestro. <Dobbiamo chiarire se ci siano responsabilità e di chi siano – dice -. Tutta la città ha investito in occasione di Capodanno e ci ha creduto. I problemi di audio hanno causato a Genova un danno di immagine. Stiamo valutando di chiedere un risarcimento>.
Per quanto riguarda la richiesta degli albergatori di rinnovare l’accordo sulla tassa di soggiorno, Sibilla spiega che è già fissata una riunione per il prossimo 5 gennaio. <Parleremo di tutto – annuncia -. In linea di principio siamo aperti alla proposta. Analizzeremo il percorso fatto fino ad ora e valuteremo gli interessi reciproci del Comune e delle aziende. Stiamo valutando di discutere con gli albergatori un piccolo aumento della tassa di soggiorno per adeguarla a quella di altre città. La tariffa di Genova è tra le più basse>.


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